Si procede alla vangatura, alla profondità di 25-35 centimetri. Se si incontrano particolari difficoltà nell’esecuzione di questo lavoro è consigliabile usare l’apposito robusto forcone. Il forcone foraterra, consigliato per l’orto sinergico, ha il pregio di areare la terra di coltivazione senza sconvolgerne la struttura degli strati che naturalmente si forma con il tempo.
Prima di eseguire la prima vangatura, è necessario distribuire il letame o il compost maturo (da 3 a 5 kg/m2) su tutta la superficie, senza tener conto delle colture che verranno in seguito messe a dimora, ma puntando a migliorare complessivamente il terreno. Nel caso di suoli molto poveri, queste quantità si possono aumentare (arrivando fino a 15 kg/m2 di compost maturo).
In mancanza di letame o di compost si può adoperare letame concentrato/essiccato, nelle dosi indicate sulle confezioni; inoltre è possibile utilizzare concimi a base di fosforo e anche di potassio.
Durante la vangatura bisogna togliere, se sono presenti, almeno i sassi di maggiori dimensioni e le piante infestanti, specialmente quelle che hanno rizomi (gramigna, sorghetta), parti di radici e altro. Prima dell’inizio delle coltivazioni, sull’appezzamento è necessario rifinire il terreno smosso in precedenza con l’operazione di vangatura. Dopo aver suddiviso l’appezzamento in aiuole o aver predisposto le porche, è necessario sminuzzare le parti di terreno più grossolane, ma questo è un intervento che si può eseguire in più riprese, specialmente quando si dispone di suoli compatti, completando il lavoro svolto dagli agenti atmosferici. Si dovrà curare particolarmente lo strato superficiale del terreno dove verranno collocati semi e/o piantine. Per questo lavoro di rifinitura si impiegano estirpatori-erpicatori superficiali e rastrelli. Una raccomandazione: evitate di lavorare i terreni quando sono bagnati o molto umidi, specialmente quando si tratti di suoli compatti o tendenti al compatto. Nele aiole già vangate. quando preparate il terreno per avviare le nuove coltivazioni, curate in modo particolare la sistemazione degli strati più superficiali, portando particolare attenzione alla livellatura del terreno.
Semine in campo
Nel mese di agosto molti ortaggi sono ancora nel pieno dell’attività produttiva, mentre altri iniziano a concludere il loro ciclo produttivo. Le lavorazioni di questo periodo riguardano il controllo delle infestanti e l’estirpazione degli ortaggi che non sono più in grado di produrre e che, se privi di malattie, possono essere utilizzati per il compostaggio.
Continua ad esserci il rischio di attacco da parte di insetti e funghi, è necessario quindi prestare attenzione alle colture.
All’inizio del mese va abbattuta la parte aerea delle patate in modo da permettere ai tuberi di ingrossarsi ulteriormente e verso metà mese si può procedere alla raccolta.
Semine indicate sotto tunnel o serra: cavolo (anche per la produzione di piantine).
Semine indicate in pieno campo: carota, cicoria, cipolla, lattuga, prezzemolo, ravanello, rucola, valeriana, zucchino, cima di rapa, finocchio, rapa.
Trapianto: cavolo, finocchio e porro Irrigazione: nel pieno dell’estate non lasciare senza acqua gli ortaggi.
Concimazione: sempre attenendosi alle dosi riportate in etichetta si può distribuire concime minerale.
Annaffiare e tosare regolarmente il tappeto erboso.
Come nel mese precedente, annaffiare le aiuole, meglio se nelle ore serali e senza bagnare i fiori per evitare di rovinarli. Eventualmente mettere dei sostegni ai fiori che sono cresciuti per evitare che si rompano. Continuare a concimare regolarmente e tenere pulite le aiuole dalle erbe infestanti.
Tenere controllato il frutteto dagli attacchi delle malattie e degli insetti. Eseguire le potature estive e prestare attenzione alla scacchiatura della vite. Se necessario diradare la frutta troppo fitta. In caso di scarse precipitazioni eseguire irrigazione di soccorso , soprattutto per le le piante giovani e da poco trapiantate e pertanto con radici non ancora ben sviluppate.
Controllare le attrezzature di cantina che serviranno per la vendemmia. Eventualmente travasare il vino rimasto facendogli prendere meno aria possibile. Continuare a seguire il programma dei trattamenti nel vigneto prestando attenzione al periodo di persistenza dei prodotti distribuiti.
Luna nuova: si consiglia di non lavorare alcun tipo di vino. Lasciarli riposare.
Luna primo quarto: si consiglia di lavorare ed imbottigliare vini frizzanti, poiché questo periodo ne garantisce una buona qualità.
Luna piena: periodo ottimale per la lavorazione di tutti i vini.
Luna ultimo quarto: periodo ottimale per l’imbottigliamento di vini dolci e destinati all’invecchiamento