Si procede alla vangatura, alla profondità di 25-35 centimetri. Se si incontrano particolari difficoltà nell’esecuzione di questo lavoro è consigliabile usare l’apposito robusto forcone. Il forcone foraterra, consigliato per l’orto sinergico, ha il pregio di areare la terra di coltivazione senza sconvolgerne la struttura degli strati che naturalmente si forma con il tempo.
Prima di eseguire la prima vangatura, è necessario distribuire il letame o il compost maturo (da 3 a 5 kg/m2) su tutta la superficie, senza tener conto delle colture che verranno in seguito messe a dimora, ma puntando a migliorare complessivamente il terreno. Nel caso di suoli molto poveri, queste quantità si possono aumentare (arrivando fino a 15 kg/m2 di compost maturo).
In mancanza di letame o di compost si può adoperare letame concentrato/essiccato, nelle dosi indicate sulle confezioni; inoltre è possibile utilizzare concimi a base di fosforo e anche di potassio.
Durante la vangatura bisogna togliere, se sono presenti, almeno i sassi di maggiori dimensioni e le piante infestanti, specialmente quelle che hanno rizomi (gramigna, sorghetta), parti di radici e altro. Prima dell’inizio delle coltivazioni, sull’appezzamento è necessario rifinire il terreno smosso in precedenza con l’operazione di vangatura. Dopo aver suddiviso l’appezzamento in aiuole o aver predisposto le porche, è necessario sminuzzare le parti di terreno più grossolane, ma questo è un intervento che si può eseguire in più riprese, specialmente quando si dispone di suoli compatti, completando il lavoro svolto dagli agenti atmosferici. Si dovrà curare particolarmente lo strato superficiale del terreno dove verranno collocati semi e/o piantine. Per questo lavoro di rifinitura si impiegano estirpatori-erpicatori superficiali e rastrelli. Una raccomandazione: evitate di lavorare i terreni quando sono bagnati o molto umidi, specialmente quando si tratti di suoli compatti o tendenti al compatto. Nele aiole già vangate. quando preparate il terreno per avviare le nuove coltivazioni, curate in modo particolare la sistemazione degli strati più superficiali, portando particolare attenzione alla livellatura del terreno.
Semine in campo
Ad ottobre ,con il calo delle temperature e la riduzione delle ore di luce, inizia il periodo autunnale e i lavori nell’orto si riducono molto.
Le lavorazioni di questo mese riguardano il terreno: si distribuisce letame uniformemente sulla superficie e poi si procede con la vangatura per interrare il tutto.
Si estirpano gli ultimi ortaggi di produzione estiva in modo che nel nostro orto rimangano solo gli ortaggi di produzione autunno/invernale. È un periodo di intensa raccolta per il finocchio. È bene tener aperti durante il giorno tunnel e serre.
Funghi e insetti, da questo mese fino al ritorno della primavera, non sono più un problema. Prestare attenzione solo ai cavoli in quanto la larva della cavolaia, aiutata da temperature miti, può rimanere attiva fino a novembre.
Semine indicate sotto tunnel o serra: lattuga, prezzemolo, ravanello e rucola.
Semine indicate in pieno campo: cece, cipolla, colza, aglio, fava, lattuga, pisello, spinacio e valeriana. Per aiutarli a germinare nonostante il calo delle temperature, dopo la semina si può coprire il terreno con del tessuto non tessuto.
Irrigazione: è quasi nulla, salvo particolari ritorni di caldo.
Concimazione: periodo per ricominciare a distribuire letame prima della vangatura che permetterà poi di interrarlo.
Tosare regolarmente il tappeto erboso ed annaffiare quando necessario. Concimare abbondantemente per preparare il prato ad affrontare la stagione fredda. Periodo ottimo per la semina di tutti i tappeti erbosi.
Estirpare le piante ed i fiori che iniziano a risentire della stagione autunnale e mettere a dimora i bulbi da fiore primaverili. Lavorare il terreno delle aiuole e pulirle dalle foglie secche che cominciano a cadere.
A parte la raccolta dei frutti di stagione: castagne, cachi, nespole, melograne e varietà tardive di pere e mele, il mese di ottobre è un mese di riposo. Aspettare la caduta delle foglie per eventuali potature, non eseguire trattamenti.
Travasare il mosto ottenuto con la vendemmia nel mese precedente e controllarne lo stato di salute con eventuali analisi. Vendemmiare le uve tardive e controllarne il grado zuccherino. Procedere con le normali operazioni di cantina.
Luna nuova: si consiglia di non lavorare alcun tipo di vino . Lasciarli riposare.
Luna primo quarto: si consiglia di lavorare ed imbottigliare vini frizzanti, poichè questo periodo ne garantisce una buona qualità.
Luna piena: periodo ottimale per la lavorazione di tutti i vini.
Luna ultimo quarto: periodo ottimale per l’imbottigliamento di vini dolci e destinati all’invecchiamento