La pacciamatura ha lo scopo di contenere allo stesso tempo la crescita delle erbacce e l’evaporazione dell’acqua dal suolo e, quindi, di ridurre il numero delle irrigazioni e la quantità d’acqua impiegata.
Per mettere in atto la pacciamatura si possono adoperare materiali vegetali, come paglia, foglie e residui di vegetazione, o teli di materiale plastico scuro, oppure gli appositi fogli di carta degradabile nel suolo.
Tutti i materiali vegetali con il tempo si decompongono e talvolta si interrano (specialmente paglia, foglie e residui di prato) durante le lavorazioni di fondo del terreno. Fate attenzione perché i materiali organici, la paglia soprattutto, possono favorire l’attività, dannosa, di scavo da parte di arvicole e grilli talpa. I teli di materiale plastico scuro hanno dimostrato da diversi anni di essere quanto mai validi per realizzare la pacciamatura pure in spazi limitatissimi: ne esistono di biodegradabili, di polietilene, e di fibra intrecciata, più duraturi (si possono usare per più anni) che hanno il vantaggio di lasciar filtrare l’acqua piovana nel suolo.
Con il loro uso si eliminano quasi completamente i problemi arrecati dalle piante infestanti e si ottengono nello stesso tempo diversi vantaggi, fra cui: maggiore precocità di raccolta, perché il terreno si riscalda in minor tempo e si mantiene più caldo rispetto al suolo non coperto; maggiore disponibilità di elementi fertilizzanti; ortaggi e frutti puliti (fragola, melone, pomodoro ecc.) perché non vengono a contatto con il terreno; vegetazione più uniforme perché si creano migliori condizioni di crescita; migliore consistenza del terreno, dato che non viene battuto direttamente dalla pioggia e rimane pertanto più morbido e aerato.
La pacciamatura può venire distesa su tutta la superficie che interessa la coltura e allora si dice che è integrale, oppure solo sulle aiuole. In questo secondo caso si piò contenere ulteriormente lo sviluppo delle erbe infestanti distribuendo della paglia nei percorsi tra un’aiuola e l’altra.
Semine in campo
Ad ottobre ,con il calo delle temperature e la riduzione delle ore di luce, inizia il periodo autunnale e i lavori nell’orto si riducono molto.
Le lavorazioni di questo mese riguardano il terreno: si distribuisce letame uniformemente sulla superficie e poi si procede con la vangatura per interrare il tutto.
Si estirpano gli ultimi ortaggi di produzione estiva in modo che nel nostro orto rimangano solo gli ortaggi di produzione autunno/invernale. È un periodo di intensa raccolta per il finocchio. È bene tener aperti durante il giorno tunnel e serre.
Funghi e insetti, da questo mese fino al ritorno della primavera, non sono più un problema. Prestare attenzione solo ai cavoli in quanto la larva della cavolaia, aiutata da temperature miti, può rimanere attiva fino a novembre.
Semine indicate sotto tunnel o serra: lattuga, prezzemolo, ravanello e rucola.
Semine indicate in pieno campo: cece, cipolla, colza, aglio, fava, lattuga, pisello, spinacio e valeriana. Per aiutarli a germinare nonostante il calo delle temperature, dopo la semina si può coprire il terreno con del tessuto non tessuto.
Irrigazione: è quasi nulla, salvo particolari ritorni di caldo.
Concimazione: periodo per ricominciare a distribuire letame prima della vangatura che permetterà poi di interrarlo.
Tosare regolarmente il tappeto erboso ed annaffiare quando necessario. Concimare abbondantemente per preparare il prato ad affrontare la stagione fredda. Periodo ottimo per la semina di tutti i tappeti erbosi.
Estirpare le piante ed i fiori che iniziano a risentire della stagione autunnale e mettere a dimora i bulbi da fiore primaverili. Lavorare il terreno delle aiuole e pulirle dalle foglie secche che cominciano a cadere.
A parte la raccolta dei frutti di stagione: castagne, cachi, nespole, melograne e varietà tardive di pere e mele, il mese di ottobre è un mese di riposo. Aspettare la caduta delle foglie per eventuali potature, non eseguire trattamenti.
Travasare il mosto ottenuto con la vendemmia nel mese precedente e controllarne lo stato di salute con eventuali analisi. Vendemmiare le uve tardive e controllarne il grado zuccherino. Procedere con le normali operazioni di cantina.
Luna nuova: si consiglia di non lavorare alcun tipo di vino . Lasciarli riposare.
Luna primo quarto: si consiglia di lavorare ed imbottigliare vini frizzanti, poichè questo periodo ne garantisce una buona qualità.
Luna piena: periodo ottimale per la lavorazione di tutti i vini.
Luna ultimo quarto: periodo ottimale per l’imbottigliamento di vini dolci e destinati all’invecchiamento