La pacciamatura ha lo scopo di contenere allo stesso tempo la crescita delle erbacce e l’evaporazione dell’acqua dal suolo e, quindi, di ridurre il numero delle irrigazioni e la quantità d’acqua impiegata.
Per mettere in atto la pacciamatura si possono adoperare materiali vegetali, come paglia, foglie e residui di vegetazione, o teli di materiale plastico scuro, oppure gli appositi fogli di carta degradabile nel suolo.
Tutti i materiali vegetali con il tempo si decompongono e talvolta si interrano (specialmente paglia, foglie e residui di prato) durante le lavorazioni di fondo del terreno. Fate attenzione perché i materiali organici, la paglia soprattutto, possono favorire l’attività, dannosa, di scavo da parte di arvicole e grilli talpa. I teli di materiale plastico scuro hanno dimostrato da diversi anni di essere quanto mai validi per realizzare la pacciamatura pure in spazi limitatissimi: ne esistono di biodegradabili, di polietilene, e di fibra intrecciata, più duraturi (si possono usare per più anni) che hanno il vantaggio di lasciar filtrare l’acqua piovana nel suolo.
Con il loro uso si eliminano quasi completamente i problemi arrecati dalle piante infestanti e si ottengono nello stesso tempo diversi vantaggi, fra cui: maggiore precocità di raccolta, perché il terreno si riscalda in minor tempo e si mantiene più caldo rispetto al suolo non coperto; maggiore disponibilità di elementi fertilizzanti; ortaggi e frutti puliti (fragola, melone, pomodoro ecc.) perché non vengono a contatto con il terreno; vegetazione più uniforme perché si creano migliori condizioni di crescita; migliore consistenza del terreno, dato che non viene battuto direttamente dalla pioggia e rimane pertanto più morbido e aerato.
La pacciamatura può venire distesa su tutta la superficie che interessa la coltura e allora si dice che è integrale, oppure solo sulle aiuole. In questo secondo caso si piò contenere ulteriormente lo sviluppo delle erbe infestanti distribuendo della paglia nei percorsi tra un’aiuola e l’altra.
Semine in campo
Nel mese di agosto molti ortaggi sono ancora nel pieno dell’attività produttiva, mentre altri iniziano a concludere il loro ciclo produttivo. Le lavorazioni di questo periodo riguardano il controllo delle infestanti e l’estirpazione degli ortaggi che non sono più in grado di produrre e che, se privi di malattie, possono essere utilizzati per il compostaggio.
Continua ad esserci il rischio di attacco da parte di insetti e funghi, è necessario quindi prestare attenzione alle colture.
All’inizio del mese va abbattuta la parte aerea delle patate in modo da permettere ai tuberi di ingrossarsi ulteriormente e verso metà mese si può procedere alla raccolta.
Semine indicate sotto tunnel o serra: cavolo (anche per la produzione di piantine).
Semine indicate in pieno campo: carota, cicoria, cipolla, lattuga, prezzemolo, ravanello, rucola, valeriana, zucchino, cima di rapa, finocchio, rapa.
Trapianto: cavolo, finocchio e porro Irrigazione: nel pieno dell’estate non lasciare senza acqua gli ortaggi.
Concimazione: sempre attenendosi alle dosi riportate in etichetta si può distribuire concime minerale.
Annaffiare e tosare regolarmente il tappeto erboso.
Come nel mese precedente, annaffiare le aiuole, meglio se nelle ore serali e senza bagnare i fiori per evitare di rovinarli. Eventualmente mettere dei sostegni ai fiori che sono cresciuti per evitare che si rompano. Continuare a concimare regolarmente e tenere pulite le aiuole dalle erbe infestanti.
Tenere controllato il frutteto dagli attacchi delle malattie e degli insetti. Eseguire le potature estive e prestare attenzione alla scacchiatura della vite. Se necessario diradare la frutta troppo fitta. In caso di scarse precipitazioni eseguire irrigazione di soccorso , soprattutto per le le piante giovani e da poco trapiantate e pertanto con radici non ancora ben sviluppate.
Controllare le attrezzature di cantina che serviranno per la vendemmia. Eventualmente travasare il vino rimasto facendogli prendere meno aria possibile. Continuare a seguire il programma dei trattamenti nel vigneto prestando attenzione al periodo di persistenza dei prodotti distribuiti.
Luna nuova: si consiglia di non lavorare alcun tipo di vino. Lasciarli riposare.
Luna primo quarto: si consiglia di lavorare ed imbottigliare vini frizzanti, poiché questo periodo ne garantisce una buona qualità.
Luna piena: periodo ottimale per la lavorazione di tutti i vini.
Luna ultimo quarto: periodo ottimale per l’imbottigliamento di vini dolci e destinati all’invecchiamento