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Orto Sinergico

L’ Agricoltura Sinergica

Nel nostro paese, quando si parla di agricoltura sinergica, molte persone non sanno ancora esattamente di cosa si stia parlando. L’Agricoltura Sinergica venne ideata da una donna spagnola, Emilia Hazelip che sviluppò questo metodo di coltivazione basandosi sul lavoro e sugli scritti di Masanobu Fukuoka ideatore e sviluppatore dell’agricoltura del non fare.

Emilia apprese molto dai principi di Fukuoka, che dimostrò quanto la lavorazione della terra non sia necessaria per ottenere un raccolto duraturo e di qualità. Ma che, al contrario, una lavorazione eccessiva porta il terreno nel tempo a perdere la sua naturale fertilità. Se desideraste approfondire questi aspetti vi consiglio il libro “La rivoluzione del filo di paglia”.

Ma cos’è l’Agricoltura Sinergica?

È il metodo per coltivare la terra rispettando appieno la natura, producendo ricchi raccolti al pari delle tecniche applicate dalla moderna agricoltura.
Questo risultato viene ottenuto grazie al principio dell’auto-fertilità del terreno, che consiste nella quasi totale assenza di lavorazione della terra.
Quest’ultima infatti si “auto-lavora” grazie alle radici, alla fauna e microfauna presente naturalmente nel terreno. Non prevede l’utilizzo di fertilizzanti per l’apporto di nutrimento, in quanto il terreno ha tutto quello che gli serve dalle radici delle piante (che non vanno mai tolte dal terreno) e dalla pacciamatura.
Infine, come si sarà già intuito, non viene applicato nessun trattamento di sintesi, in quanto le sostanze chimiche, nell’agricoltura sinergica, sono considerate non naturali e quindi non sostenibili.

Orto sinergico

Ma vediamo all’atto pratico di cosa si tratta!

Prima di tutto il terreno va lavorato e preparato, cosa non scontata in quanto questa sarà l’unica volta che il terreno verrà  lavorato in profondità. Il tempo e le modalità variano molto soprattutto da che utilizzo del terreno si è fatto in precedenza: se è stato utilizzato precedentemente per coltivare, se sono state utilizzate sostanze chimiche o lavorato moltissime volte.

Prendendo in esame il nostro orto di casa, nel quale l’utilizzo di sostanze chimiche è quasi del tutto assente, il problema maggiore lo avremo sicuramente con l’accumulo di sali, la cosiddetta soletta di lavorazione che si verifica per le ripetute arature. Per determinare questo accumulo bisogna scavare una buca profonda 50 centimetri, e se notiamo una linea orizzontale di colore diverso rispetto al resto del terreno sapremo che dobbiamo intervenire per “rompere” la soletta di lavorazione. Se il nostro orto è piccolo possiamo agire a mano con una forca o con una piccola vanga a motore in modo da smuovere l’accumulo di sali.

Fatto questo possiamo cominciare a creare i bancali, le aiuole rialzate in cui andremo a coltivare il nostro orto. La forma dei bancali può essere dritta o curva e va in base al vostro terreno e alla vostre esigenze di coltivazione. È molto importate perché determinerà le aree in cui potrete camminare e passare con macchinari. Studiate bene il vostro terreno per determinare quale sia la scelta migliore per voi.

La larghezza che si consiglia di tenere per i bancali è di circa 120 centimetri, mentre per i passaggi almeno 80 centimetri in modo da permettervi di muovervi agevolmente. L’altezza invece deve essere di 30 massimo 40 centimetri altrimenti la superficie piana di coltivazione risulterà troppo piccola. Per creare questi bancali è opportuno specificare che bisogna usare la stessa terra del posto dove facciamo l’orto, senza aggiunte.

Se la terra è di buona qualità non abbiamo motivo di aggiungere del compost ma se ne abbiamo in abbondanza da smaltire possiamo mischiarlo superficialmente alla terra.
Ora bisogna pensare ad un sistema di irrigazione a goccia, molto importare per evitare inutili sprechi di acqua e di tempo. Lo applicheremo ai bordi della parte piana dei bancali, in modo che tutte le piante, anche quelle coltivate sui lati, siano irrigate a dovere.
I minuti di irrigazione devono essere definiti in base alle esigenze delle piante, ma è bene non esagerare. La pacciamatura inoltre permetterà al terreno di mantenersi umido più a lungo, quindi quantità eccessive di acqua potrebbero essere controproducenti.

Una volta che tutto sarà pronto abbiamo ancora un ultimo passaggio prima di poter seminare. Bisognerà fissare dei tutori permanenti ad arco che si incrociano sopra le aiuole in modo da dare un sostegno alle piante rampicanti. Questi supporti possono essere di vari materiali ma consigliamo vivamente l’utilizzo di canne di bambù vista la loro naturale flessibilità.

La semina è diversa da come solitamente siamo abituati a fare. Prima di tutto andremo a piantare almeno 3 tipi ti ortaggi in modo da sfruttare l’azione sinergica delle piante. Oltre che a sfruttare la parte piana dei bancali, dove andremo a piazzare le colture principali, utilizzeremo anche i lati inclinati per delle colture complementari. Quest’ultime dovranno essere piante a portamento eretto e appartenenti alla famiglie delle liliacee, come ad esempio aglio, cipolla porro e scalogno che rilasciano dalle radici sostanze fungicide, antibatteriche e repellenti per gli insetti, così da proteggere le colture principali. A queste possiamo accostare, sempre ai lati, delle piante a crescita rapida come lattughe e cicorie. Ricordandoci di tagliare e lasciare le radici del terreno durante la raccolta in modo da lasciare che continuino la loro azione di protezione.

Orto sinergico

Ai bordi della superficie centrale andremo invece a piantare dei legumi, a seconda della stagione. Nella parte centrale invece andremo a piantare tutto il resto, crocifere (cavoli, broccoli, verze), solenacee (pomodori, melanzane, peperoni), cucurbitacee (zucca, cetriolo, melone), apiacee (carota, sedano, finocchio), aromatiche ecc..

Ricondiamo ovviamente che a queste regole per un’ agricoltura sinergica vanno applicate le normali regole della consociazione!

Fate sempre attenzione alla compatibilità tra le specie delle piante, altrimenti tutto il lavoro fatto sarà stato pressoché inutile. Per questo vi viene in aiuto la nostra tabella delle consociazioni che vi spiega quali ortaggi posso essere messi vicini e quali invece è meglio tener lontani. Trovate la tabella proprio QUI!

Ultima fase ma non per importanza è la pacciamatura!

Questa fase è estremamente importate nell’agricoltura sinergica, in quanto svolge molte funzioni atte a mantenere l’auto-fertilizzazione del terreno, ma non solo. Può essere fatta con tantissime materie rigorosamente organiche: paglia, sfalci d’erba, segatura non trattata, erbacce o piante tolte dall’orto o anche da carta non trattata. Il materiale più adatto è sicuramente la paglia, ma utilizzare materiali organici di scarto del vostro orto e giardino è il modo migliore per portare avanti la filosofia dell’agricoltura sinergica. Come operazione è molto semplice e consiste nel ricoprire il terreno (bancali e camminamento compresi) con il materiale scelto.

Questo processo evita il compattamente del terreno e lo protegge dall’azione eccessiva del sole, della pioggia e del vento. Aiuta a mantenere una temperatura e un’umidità del terreno più stabile sia in estate che in inverno e favorisce lo sviluppo di microflora e microfauna estremamente utili per mantenere un ambiente equilibrato e naturale.

Conclusioni

In un’era come la nostra, sempre più attenta al rispetto dell’ambiente, questo metodo di coltivazione può essere un ottimo inizio per approfondire questo approccio alla cura dell’orto. Gli appassionati sono da sempre per l’auto produzione di ortaggi e frutti ma a volte, davanti a difficoltà come malattie o infestazioni ci si avvale di metodi rapidi per salvare il lavoro fatto.
L’agricoltura sinergica si pone la domanda di come questo approccio può influire sia sulla nostra salute che nell’ambiente circostante, distribuendo tra molti il compito di salvaguardare cioè che la natura ci offre, rispettandone i ritmi: non soggiogando quindi la natura al ritmo umano.
Un piccolo sforzo distribuito tra molti contribuisce a mantenere e migliorare l’ambiente nel quale viviamo e con il tempo portare al suo normale ciclo vitale tutto il pianeta.

Buona coltivazione !

 

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